Il tuo filare cresce a Gualdo Tadino, nell’estremo lembo orientale dell’Umbria, dove la terra smette di essere collina e inizia a farsi montagna. Qui, la viticoltura non è un’industria, ma un atto di resistenza che affonda le radici nel Medioevo. Il nome stesso della città deriva dal termine longobardo “Wald”, che significa bosco: un territorio dove, da oltre mille anni, la vite strappa il suo spazio a una natura indomita.
Adottare un filare qui significa riscoprire una viticoltura antica, fatta di piccoli appezzamenti incastonati tra le selve, proprio come facevano i nonni di Alex e Simone. È un ritorno all’essenziale, dove il vino torna a essere il racconto limpido di un territorio che non accetta compromessi né forzature chimiche.
La forza dei vini che riceverai risiede nella posizione straordinaria della cantina, situata a circa 600 metri di altitudine. Siamo ai piedi del massiccio del Monte Cucco, in un ecosistema dominato da foreste incontaminate e aria purissima. Questa altezza è il segreto di una freschezza vibrante: mentre nelle valli il calore si fa opprimente, qui le vigne respirano, protette dall’abbraccio dell’Appennino.
Il suolo, composto da marne e arenarie calcaree, trasmette al vino una mineralità tagliente e una tensione profonda. Ma è l’incontro con le montagne a fare la vera magia: la costante ventilazione e le drastiche escursioni termiche tra il giorno e la notte permettono ai grappoli di maturare lentamente, concentrando nei profumi l’essenza dei fiori selvatici e delle erbe officinali che circondano i filari.